venerdì 20 novembre 2009

Evento inaspettato


Kamtathor aveva lasciato in piena notte la sua stanza. Qualcuno infatti gli aveva passato un foglietto sotto la porta: una richiesta d'incontro di lì a un'ora presso la locanda dell'incudine infranta. Una volta sceso dal montacarichi a levitazione si era accorto di essere seguito. Uno strano individuo, vestito di nero, con una maschera, lo seguiva senza apparentemente far nulla per non farsi notare. L'elfo decise di fargli un agguato, voltato rapidamente un angolo si apposto in attesa che l'inseguitore passasse, ma invano. Passarono prima i secondi, poi i minuti e nessuno superava il punto che Kamtathor presidiava. Quando finalmente decise di affacciarsi, un violento pugno lo colpì in pieno volto facendolo indietreggiare. Com'era possibile pensò tra se. I suoi sensi da elfo erano all'erta e in attesa, eppure non aveva percepito la presenza del nemico. Costui, chiunque fosse, non voleva soltanto seguirlo, era lì per ucciderlo. Con una spettacolare acrobazia Kamtathor ristabilì le distanze e nello stesso tempo estrasse il falchion, assumendo una posizione difensiva. L'avversario estrasse una coppia di pugnali esotici e incominciò lo scontro. L'elfo usava tutte le proprie tecniche di combattimento che lo avevano reso celebre, dalle mosse da sbruffone al pianto implorante, ma niente. Non riusciva nemmeno a portare a segno un singolo colpo, mentre il suo avversario era rapido, preciso e letale.
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Kamtathor era in difficoltà, il sangue gli andava negli occhi rendendogli difficile tenerli aperti. Infine cadde a terra. Le sue pulsazioni erano al massimo e il dolore insopportabile, il nemico per la prima volta avanzò con troppa sicurezza con l'intento di dargli il colpo di grazia. Questa volta però le cose non gli andarono come aveva previsto, infatti Kamtathor aveva liberato la bestia. Per lungo tempo era riuscito a trattenerla dentro di sé ma adesso era il momento giusto di darle sfogo. Il suo volto era contratto in una smorfia ferale e con un balzo si avventò contro il suo avversario azzannandogli una spalla. Colto impreparato l'assassino non poté fare altro che subire questo assalto. La furia dell'elfo era incontenibile, divenuto licantropo non percepiva più dolore, però nonostante questa sua nuova forma si accorse di una cosa terribile: i suoi colpi venivano comunque abilmente evitati, mentre il nemico difficilmente mancava il bersaglio. Tenacemente, accortosi che le forze gli venivano meno azzardò un'ultima disperata mossa. Lasciata la guarda volontariamente aperta si fece colpire frontalmente, così facendo riuscì ad afferrare l'avversario e stringerlo in una morsa letale. Una volta avvinghiati gli sferrò una possente testata facendogli cadere la maschera e... quel che vide lo spavento a tal punto da fargli lasciare la presa. L'avversario né approfittò subito, infliggendogli un ultimo colpo letale. Così moriva Kamtathor Menelikk Suthor il cavalcatori...

martedì 17 novembre 2009

Assassinio


Il suo respiro affannoso gli impediva di percepire i rumori circostanti. Si sforzava di rimanere calmo, ma ora addirittura riusciva a percepire il proprio battito cardiaco. Chi era quell'individuo che in un attimo aveva ucciso le sue due guardie? cosa voleva? queste domande gli impedivano di agire con freddezza. Nessun altro clan avrebbe osato inviare qualcuno in pieno territorio Daask per ucciderne un membro, nessuno poteva osare tanto e sperare di rimanere impunito. Il goblin era soltanto uno spacciatore di sangue di drago, insomma un pesce piccolo, chi lo voleva morto?
Le sue domande non trovarono risposta e la sua agitazione continuò ad aumentare.
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Il piccolo goblin di nome Turak sopravviveva in quel inferno che erano i bassifondi di Sharn da diversi anni ormai. Si era addattato a compiere piccoli lavoretti loschi, ma cercava sempre di tenere un basso profilo per non avere problemi con nessuno...
Fece per sporgersi dall'angolo dietro il quale si era nascosto, un lungo pugnale di fattura esotica gli penetrò il cranio attraverso l'occhio. Prima di accasciarsi al suolo emise un ultimo sospiro:" Perchè?..."

Livelli alti




Recuperato il tesoro di Squim, gli eroi decidono di avvisare Von Castellan dell'accaduto e lo vanno a cercare alla cattedrale della Fiamma Argentea. Lungo il tragitto Kael, Silas e Balì passano davanti al palazzo del consiglio cittadino e ne vedono uscire fuori, in abiti eleganti, Savia. "Anche qui capitano queste cose" pensa Kael tra sè. La donna saluta gli eroi e vi si avvicina. Poco distante Lucilla attende la matrona su di una scialuppa volante, tipica di Sharn. Savia chiarisce subito la propria posizione:" Prima che vi facciate strane idee, sono qui nelle vesti di rappresentante comunale del distretto di Menthis Inferiore". "E' tempo che qualcuno metta fine ai soprusi del clan Boramir" prosegue stizzita, mentre si gira a salutare con un finto sorriso una halfling che sta uscendo anch'essa dall'edificio. "Vediamoci il prima possibile da me, vi prego ho bisogno del vostro aiuto".
Senza attendere alcuna risposta saluta i pg e raggiunge Lucilla sul veicolo.
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Giunti finalmente alla cattedrale, la loro attenzione viene catturata da una strana giovane donna, che porta i paramenti della Fiamma Argentea e una falce. La ragazza di non più di 16 anni cammina davanti a loro percorrendo la stessa strada...

lunedì 16 novembre 2009

Squim


Sulla cima del campanile però Squim ha in serbo ancora un sorpresa per gli eroi, due gargoyle si animano e si ergono in sua difesa. Ignorando le creature di pietra Kael attacca il topo mannaro e lo ferisce a morte, questi prima di morire e di precipitare giù dal campanile invoca l'aiuto di una fantomatica confraternità dell'infinito. Frattanto Silas continua a subire gravi ferite dai due gargoyle, che ha precedentemente impegnato per permettere all'amico l'assalto diretto a Squim. La bilancia dello scontro comincia a pendere in favore degli eroi all'arrivo di Balì. In pochi istanti i nemici cadono sotto i colpi del pesante martello del forgiato.
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Nella perquisizione successiva gli eroi vengono a conoscenza di importanti informazioni, attraverso alcune pergamene, sulla misteriosa confraternità dell'infinito, che, a quanto pare ha ingaggiato Squim e i suoi per commetere gli omicidi sui quali gli eroi stanno da tempo indagando.

Il campanile


Giunti dinnanzi il campanile indicato dal prigioniero, Kael, Balì e Silas studiano un piano d'azione. Un grosso lucchetto è presente sulla porta d'ingresso all'edificio e delle ampie finestre ad altezza variabile potrebbero permettere un facile accesso all'interno. Dopo un breve dialogo la forzatura del lucchetto da parte di Kael risulta essere l'opzione migliore, purtroppo però nel tentativo l'artefice lo danneggia irreparabilmente annulando la possibilità di agire con circospezione. Rapidamente il gruppo entra nel campanile, subito davanti a loro una porta mentre a destra delle scale conducono ai piani superiori. Silas accosta l'orecchio per ascoltare eventuali rumori al di là della porta e un brusio proveniente dall'esterno del campanile lo mette in allarme. Qualcuno si è accorto del lucchetto è sta entrando. In pochi attimi è tempo di pugna. Balì e Kael non riescono a nascondersi e vengono attaccati da due individui che hanno assunto l'apetto di topi mannari. L'artefice potenzia magicamente le armi del forgiato e questo gli permette di avere facilmente la meglio sui licantropi. Il rintocco di una campana spinge il gruppo alla prudenza, sarà forse un allarme?
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Gli eroi cominciano un'esplorazione metodica dei primi 3 piani , così rinvengono qua e là resti di vari individui e diversi preziosi. Ovviamente i nemici non si fanno attendere e ai licantropi si aggiungono ratti. Al 4° piano gli eroi accedono alla stanza dov'è situato il meccanismo che permette al campanile di essere suonato da una persona sola. Tralicci e ingranaggi riempono questa sala e ciò permette ad un gruppo di topi mannari tra i quali Squim, riconoscibile dal pelo grigiastro, di tendere un'agguato al gruppo. Come varcano la soglia della porta le diaboliche creature li bersagliano con dardi e pugnali rimanendo distanti dalla mischia grazie alla loro agilità, che gli permette di muoversi sui tralicci con estrema facilità. Così Silas sfruttando le proprie doti li affronta in un arduo corpo a corpo a diversi metri di altezza, Balì rimane fuori dalla lotta e Kael e costretto ad usare le ultime infusione rimastegli per potenziarsi ed aiutare il cangiante. Lo scontro dura a lungo i nemici sono tosti e l'ambiente li favorisce, poi Kael riesce a ferire gravemente Squim e lo costringe a fuggire in cima al campanile. Gli eroi non gli danno tregua ed eliminati i sui sgherri lo inseguono per lo scontro finale.

Indagini nei bassifondi


I pg sono alla ricerca di informazioni su questo Squim e vengono direzionati verso il quartiere di Dura Inferiore. Qui dopo una lunga e ahimè infruttuosa ricerca si fermano a ristorarsi alla locanda dell'Incudine Infranta, una rinomata taverna per avventurieri. L'oste, Eranna, li accoglie con grande ospitalità e un piccolo diverbio con Kamtathor, non fa che allietare la situazione. Quando però gli eroi chiedono di Squim, prende vita un violento scontro. Alcuni individui li stavano aspettando e tendono loro una trappola. Gli avventori, tre umani, probabilmente inviati da Squim attaccano di sorpresa ma non riescono a provocare altro che confusione. Due vengono neutralizzati in pochi istanti e il terzo stordito viene condotto fuori, in un vicolo appartato. Kamtathor grande conoscitore di metodi di tortura da far impallidire persino Von Castellan estorce facilmente le informazioni.

mercoledì 11 novembre 2009

L'università di Morgrave

L'Università di Morgrave rappresenta il territorio di caccia ideale per Kamtathor. Decine e decine di femmine delle più diverse razze, etnie ed età che si muovono libere in un ambiente recintato. L'indole del cacciatore prende il sopravvento e l'elfo con la scusa di chiedere informazioni comincia a baccagliare. Una voce perentoria e decisa interrompe Kamtathor, il rettore Larrian ir'Morgrave richiama l'elfo.
"Andiamo a parlare nel mio ufficio" dice guardando Von Castellan. Una volta entrati nello studio del rettore e servita una bevanda alcolica proveniente da Xen'driK Larrian riprende:" Sicuramente siete venuti qua per organizzare una spedizione per il continente perduto di Xen'drik, la nostra università finanzia coloro che vogliono intraprendere quest'avventura". Frantz von Castellan, aveva condotto per anni interrogatori a presunti criminali e sapeva quando qualcuno gli stava nascondendo qualcosa ed era il caso del rettore. Prima che l'inquisitore potesse prendere a parlare il rettore riattaccò il discorso:" So benissimo per quale motivo siete venuti qui e so anche che avete il diario del povero Bonal, ma non poso aiutarvi se non vi fidate di me. Quindi quando deciderete di consegnarmelo potremmo discutere sul da farsi, per ora qui termina ilnostro incontro". Affranti e stupiti gli eroi lasciano l'università :"Lasciamo in sospeso la pista del professore ed occupiamoci dei licantropi" propone Von Castellan e gli altri accettano.

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IMPORTANTE

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Personalità

Di seguito i png amici o nemici dei nostri eroi...

Larrian ir'Morgrave

Larrian ir\
Rettore università di Sharn

Arcigerofante Ythana Morr

Arcigerofante Ythana Morr
Capo culto della Fiamma Argentea a Sharn

Savia

Savia
Proprietaria del bordello che porta il suo nome, il migliore di Sharn

Lucilla

Lucilla
Amministratrice del bordello "Da Savia"

Revan

Revan
Ex amante di Kael ora sua giurata nemica

L'angolo dell'infame

L\
Il Ghigno in un momento topico
L'Infame Ghigno, giocatore versatile e capace. Tra i suoi eroi si annoverano Darth Legola, il paladino decaduto(leggasi Infame) divenuto Guardia nera. Altri sono i Pg da lui resi celebri: Sakasà Sabà in Cthulhu, Aslotto in dragonlance, l'infame Ghigno in star wars ed ora Kantathor, l'elfo barbaro cavalcatori. Qualunque sia la sfida lui è sempre pronto alla pugna e a regalarci le sue incredibili perle di saggezza, che in suo onore verranno qui di seguito raccolte.

Morto Kamtathor in modo tragico e imprevisto adesso è il turno di Cresius...(che culo!)

La saggezza dei Deva

-Ricordati sempre che se qualcuno sta fingendo di uccidere... anzi uccide veramente delle persone usando delle armi orchesche fingendo di essere orco, deve morire.

- Diffida sempre dell'umano vestito da umano

- Il mio cavallo si chiama Boriontolario

-Yovanna e l'unico Valar che faceva fiorire le betulle e della copulazione

-mai sollecitare un Valar che dorme

-mi nascondo dietro la porta e "suthor"

-mi presento sono l'orchetto ricchione.

-"Queste orme di chi sono?" domanda Indraznor
"Aspetta ora ti dico nomi e cognomi" risponde Kamtathor

- Se il lupula(il lupo ulula) di mattina, forse la luna piena non è ancora calata. Facciamo attenzione

- Com'è il detto che ho detto: Ho detto...

- E' giusto che io propago il mio odio verso gli orchi

- Il male sta nel dito e il cuore può essere puro, il dito lo abbiamo tolto e il cuore vediamo

- 10+17 fanno 17

- Lo stendardo orchesco è tutto quello rimane di un immane esercito, tutto il resto è cenere...

- C'è un'uscita secondaria dalla quale non siamo usciti?

- La prendo da dietro e le dico:" voglio un pò di te con me"

- Ora vado contro la sorte, spero di sconfiggere la morte